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DOMUSTATION

DOMUSTATION blog per amanti della ps1

Domus On maggio - 30 - 2012

Aristotele logica Organon

aristoteles

– Frasi prese dai miei appunti sulla base della lettura del libro Organon-

dell’ edizione Adelphi a cura di Giorgio Colli con la partecipazione di Norberto Bobbio e Felice Balbo.

Nota Bene:

<<le frasi fuori dal virgolettato sono mie aggiunte; ci può essere qualche differenza rispetto alle stesse frasi contenute nel testo dell’edizione Adelphi,allo scopo di  rendere più manifesto il significato ma in generale mi sono attenuto quasi fedelmente alla traduzione ed anche molti degli esempi fatti sono quelli di Aristotele,altri sono i miei che al tempo scrissi per mia utilità >> .

Ovviamente vi consiglio di leggere l’opera di Giorgio Colli per intero 1064 pagine,così potrete cogliere aspetti che a me sono sfuggiti o che non mi interessavano, ancora meglio leggere lo stesso testo tradotto da autori diversi o comunque leggere altri scritti preferibilmente di Aristotele e non su Aristotele…

Organon (in  greco: significa strumento) – Premessa –

in quest’insieme di opere e concetti vengono svelate molte dinamiche riguardo la logica di un discorso,le sue premesse,come riconoscere quelle vere da quelle false,come capire da ciò le reali intenzioni dell’interlocutore,ecc.

 Per l’appunto si tratta di uno strumento… un regalo che Aristotele ci ha lasciato nella speranza di un mondo migliore… fatene buon uso.

– SINTESI –
I categorie
<<Paronimi sono quegli oggetti che traggono la loro destinazione da un certo nome,
costituendone così le differenti flessioni.
Ad esempio il grammatico trae la sua designazione dalla grammatica,il coraggioso
dal coraggio>>

II dell’espressione

<<Chi dice che il bene è male dovrà pensare che il bene non è bene>>

<<I suoni della voce sono simboli delle affezioni che hanno luogo nell’anima e le
lettere scritte sono simboli dei suoni della voce>>

<<Il primo discorso dichiarativo è l’affermazione…L’affermazione è il giudizio,
che attribuisce qualcuno a qualcosa.
La negazione è invece il giudizio, che separa qualcosa da qualcosa>>.

III – Primi analitici –
<<La premessa è un discorso che afferma o nega qualcosa rispetto a qualcos’altro>>

<<Quando la premessa,posta in forma particolare esprime una non appartenenza,
non vi sarà sillogismo>>

Es. di sillogismo perfetto:
supponete di avere 3 insiemi (a,B,C) e che tutti gli elementi dell’insieme A
appartengano a B e che per contro,gli elementi di B appartengano ad ogni C;
risulta chiaro che gli elementi dell’insieme A appartengano anche all’insieme C.

Al contrario
<<Se ad A non appartiene nessun B, e B non appartiene a nessun C,non si sviluppa
alcun sillogismo…la necessità della conclusione discende infatti dalla connessione>>

<<E’ possibile dedurre una conclusione vera da premesse false ma non è possibile
fare lo stesso partendo da premesse contrapposte>>.
Cioè se partissimo da una premessa falsa ad es. il pane non è buono,
potremmo tuttavia arrivare ad una conclusione vera ossia il pane non è buono,
tuttavia alcuni lo mangiano e altri no.

Invece iniziando con una premessa come ad es. Per me il pane è buono,
non possiamo concludere dicendo che il pane per me non è buono,
sarebbe un controsenso,ossia premesse contrapposte.

<<Ogni nostra convinzione si raggiunge o attraverso il sillogismo o partendo
dall’induzione>>.

<<Per non cadere vittime di un sillogismo capzioso, bisognerà stare attenti,quando
l’avversario sviluppa la sua argomentazione con una domanda, senza formulare le conclusioni, di non concedere due volte
lo stesso termine nelle premesse, poichè sappiamo che senza medio il sillogismo non
si sviluppa e che il medio è il termine ripetuto.
Poniamo ad esempio che si debba dedurre il riferimento di A a F e che i medi siano
i termini B,C,D,E.
Bisogna allora domandare se A appartenga a B e continuare poi l’interrogazione,
chiedendo non già se B appartenga a C, bensì se D appartenga ad E; in seguito si
domanderà se B appartenga a C e si condurrà a termine l’interrogatorio a questo modo,
se altresì si voglia condurre aggressivamente l’argomentazione >>.

<<Quando il sillogismo si sviluppa poi attraverso un solo medio, si dovrà cominciare
appunto dal medio, poichè così l’argomentazione sfuggirà nel modo migliore
all’attenzione di chi risponde>>.
<<Le proposizioni che hanno un medio vengono provate attraverso questo medio,
in tal caso si ha semplice sillogismo, mentre le proposizioni che non hanno un medio
sono provate attraverso l’induzione

(Ossia se in una proposizione abbiamo A,B,C dove A e C sono gli estremi e B è il medio,questo sarà
l’elemento da cui far partire la confutazione cioè l’indagine sia per A che per C
Invece se in una proposizione non avessimo un medio e dunque solo A e C
l’indagine si avrebbe partendo dalla totalità degli oggetti di A più quelli di C
poichè l’induzione si costituisce con la totalità degli oggetti singoli).

<<Il medio è la causa,ed è proprio questa che viene ricercata in ogni indagine>>
<<La confutazione è il sillogismo che deduce la proposizione contraddittoria
alla conclusione dell’interlocutore.
(Ossia quando la proposizione, che chi confuta ha stabilito di dedurre, sia contraria
alla conclusione dell’avversario, sarà necessario che la confutazione abbia luogo.
Affinchè vi sia una confutazione dev’esserci pure un sillogismo tuttavia se sussiste
un sillogismo non è indispensabile che vi sia pure una confutazione)>>.

<<L’argomentazione fondata su di un esempio consiste nel provare l’appartenenza
dell’estremo maggiore al medio, attraverso un termine che è simile al terzo termine.
Poniamo ad es.
che A indichi: male,
che B indichi: intraprendere la guerra contro un popolo confinante,
che C indichi: guerra degli ateniesi contro i Tebani;
che D indichi: guerra dei Tebani contro i Focesi.
Orbene,se vogliamo provare che il far guerra contro i Tebani è male, bisogna assumere
che il far guerra contro un popolo confinante è male.
Dal momento che intraprendere la guerra contro un popolo confinante è male e che la
guerra contro i Tebani è una guerra contro un popolo confinante,
risulta chiaro che il far guerra contro i Tebani è male.
In tal caso, che B appartenga a C ed a D, è evidente poichè entrambi indicano un far
guerra contro un popolo confinante;
inoltre A appartiene a D, infatti per i Tebani la guerra intrapresa contro i Focesi
non è stata vantaggiosa;
che A appartenga a B,al contrario, dovrà essere provato mediante D>>.

<<L’obiezione poi è una premessa che è contraria ad una certa premessa>>

Pertanto obiezione e confutazione sono due cose diverse,infatti la confutazione è
un metodo per analizzare le tesi di un discorso che può portare ad una
obiezione circa il risultato o fine, di una tesi sostenuta.
Massima sofistica:
<<Nascondendo l’argomentazione la si rende difficilmente attaccabile>>

 

– SECONDI ANALITICI –

<<Tutte le scienze comunicano tra di esse in virtù delle proposizioni comuni,
comuni perchè da esse si fa discendere la dimostrazione,non già per gli oggetti>>

Ossia tutte le scienze hanno in comune una caratteristica che le contraddistingue
cioè si basano sulla dimostrazione di quanto affermato
(c.d. Scienze esatte:Matematica,Fisica, ecc.).

<<Sapere è in special modo conoscere mediante dimostrazione>>
<<Ogni dottrina ed ogni apprendimento,fondati sul pensiero discorsivo,
si sviluppano da una conoscenza preesistente…ci si accosta in questo modo alle
scienze matematiche, tuttavia lo stesso avviene per le altre dottrine e arti.
Similmente avviene per le argomentazioni dialettiche,
sia che si costituiscano con sillogismi o da induzione.
L’insegnamento viene costruito mediante elementi già conosciuti in precedenza,
le prime argomentazioni già conosciute si assumono quali premesse, mentre le seconde
si hanno per *induzione dato che di per sè forniscono la prova>>
*Es.: A=B=C ne deriva che A=C

<<Due persone possono essere in rapporti simili all’amicizia,che derivano dalla loro
inimicizia per un medesimo individuo>>.

-TOPICI-

<<L’osservazione della somiglianza è utile per formulare le espressioni definitorie,
poichè una volta in grado di scorgere che cosa sia identico nei singoli soggetti
non saremmo in dubbio in quale genere si debba porre, nel definire l’oggetto
della discussione>>

Ossia partendo da un esempio fatto da Aristotele:
<<ciò che è identito sia nella bonaccia del mare sia nell’assenza di vento
nell’aria, è la calma>>.
Pertanto la calma è il punto in comune; una volta stabiliti
tutti gli elementi che appartengono agli oggetti presi in esame nella
discussione sarà più semplice definire ciò che appartiene a questi
elementi e ciò che invece non appartiene;
Seguendo questo metodo per conseguenza conseguenza finiremo per definire anche
l’oggetto della discussione.

<<Se fossimo in grado di discutere con maestria su uno qualunque di tali oggetti
simili,concorderemmo in anticipo, che quanto si applica ad essi,si applica allo
stesso modo anche all’oggetto della discussione>>
<<Tali sono gli strumenti attraverso cui si costruiscono i sillogismi:
I ipotesi, II somiglianza, III identità nel genere,
IV dimostrazione della sussistenza dell’ipotesi iniziale sulla base
dell’identità nel genere>>.

I ipotesi,
<<Le formulazioni di una ricerca possono essere universali o particolari.
Sono universali ad esempio le formulazioni:
“ogni piacere è un bene” e “nessun piacere è un bene”;
sono particolari invece: “qualche piacere è un bene” e
“qualche piacere non è un bene”>>.
Per demolire una formulazione universale bisogna ricondurla al particolare
ed al suo contrario;
divenedo più comprensibile quanto è stato detto, la tesi risulterà più
facilmente attaccabile.
Secondo l’esempio fatto da Aristotele:
<<Se ad es. l’avversario ha detto che l’odio deriva dall’ira, dunque l’odio sarà
nella parte passionale ove risiede pure l’ira.
Occorre dunque considerare se nella parte passionale sussista pure il contrario
(in tal caso l’amore), in tal caso l’odio non potrà derivare dall’ira>>
Altri esempi:
<<Se “il bello è piacevole”, anche “il non piacevole è non bello” e se
quest’ultima asserzione non vale, non varrà neppure la prima>>.
<<Quando si presenti, inversamente la concatenazione dei termini nella forma contraddittoria,
lo schema si converte da distruttivo in costruttivo e viceversa>>.

<<Il sostenere una formulazione universale, quanto il sostenerne una particolare,
si fonda allo stesso modo sull’opinione>>

II somiglianza e III identità nel genere e IV dimostrazione della sussistenza
dell’ipotesi iniziale sulla base dell’identità nel genere:
Il confronto si può sviluppare sull’ apparteneza o meno ad uno stesso genere
<<Quando accertiamo che la determinazione appartiene all’oggetto,diciamo che essa
è vera;quando non appartiene all’oggetto,diciamo che essa è falsa>>

(ad es. muovendoci sempre da esempi aristotelici,
se prendiamo il coraggio e la viltà; il coraggio lo associamo al genere
dell’eccellenza che è desiderabile
mentre la viltà, alla vigliaccheria che non è desiderabile.
Ne consegue che tutto ciò che è desiderabile non rientra nella vigliaccheria.
In un discorso impostato su questi termini, basterà trovare una appartenenza
in contrasto per demolire la logica alla base di una tesi.
Ovviamente il confronto si può anche sviluppare sulla base della vicinanza o lontanaza
ad uno stesso genere, sulla maggiore o minore grandezza,
sul fatto che tra due termini uno sia più desiserabile o più utile,
sempre rispetto ad uno stesso genere.

Aristotele ci dà un’esempio di dimostrazione di una ipotesi distruggendo altre tesi:
<<Si vuol provare che i principi sono indimostrabili.
Tuttavia si era supposto che il sapere equivalga a possedere la dimostrazione e
che il possedere la dimostrazione equivalga al dedurre una proposizione
da un principio. In tal caso il possedere la dimostrazione del principio,
se implica la conoscenza intuitiva del principio, non sarà il possedere
la dimostrazione del principio.
Tuttavia si è detto che il sapere è il possedere la dimostrazione,
evidentemente di ciò che è dimostrabile e d’altra parte, si è supposto che
il principio sia dimostrabile:dunque il sapere non sarà sapere>>

Per far capire meglio questa dimostrazione vi basti pensare che già Socrate ipotizzava
che ciò che noi conosciamo è frutto di conoscenze innate,cioè tutto quello che noi
impariamo lo possiamo conoscere perchè in qualche modo già fa parte di noi
sin dalla nascita e forse prima.
Platone parla del mondo delle idee,
Aristotele dei principi indimostrabili che sono alla base e forse prima della
conoscenza,
mentre i moderni Darwiniani seguaci della teoria evoluzionistica
parlano dei geni specializzati contenenti le informazioni dall’origine della specie,
il c.d. patrimonio genetico.

Dunque nell’esempio aristotelico vi sono due contrapposizioni messe come premesse,
pertanto la conclusione diviene assurda:
Ossia se partissimo dal fatto che i principi sono indimostrabili
e che conoscere (in modo scientifico) equivale ad essere in grado di dimostrarlo
(le c. d scienze esatte)
si finirebbe per ammettere che il sapere non è sapere poichè
i principi alla base del sapere sono indimostrabili.
Come vedete per capire l’errore all’origine spesso basta fare molta attenzione alle
premesse, infatti se accettiamo per vere in assoluto delle premesse poi dovremo
accettarne la logica che ne deriva.
Alla fine è lo stesso Aristotele che ci viene in aiuto in fatti ci dice
“il sapere è il possedere la dimostrazione,
evidentemente di ciò che è dimostrabile e d’altra parte, si è supposto che
il principio sia dimostrabile” ossia si può conoscere a patto che il principio
sia dimostrabile.
In pratica Aristotele passa da premesse assolute a premesse relative
ponendo delle condizioni

Qui ci viene in aiuto Einstein
partendo dal principio della relatività, potremmo dire che alcune cose sono
conoscibili ma essendo l’uomo per sua natura limitato nella conoscenza del tutto,
anche la sua conoscenza sarà possibile entro quelle quelle che sono le sue capacità
attuali.
Del resto anche Kant nella sua distinzione tra fenomeno (cioè ciò che appare)
e noumeno(ossia ciò che è l’essenza delle cose) affermava che il noumeno fosse
inconoscibile.
<<Quanto è desiderabile a causa di se è preferibile a quanto è desiderabile a causa
di qualcosa altro.
Così, l’essere in salute è preferibile all’addestare il corpo:
La prima cosa infatti è desiderabile a causa di se stessa, la seconda invece a causa
di qualcos’altro>> Aristotele.

Ossia, in tal caso la salute è meglio averla già che doverla ottenere
dall’allenamento; volendo estendere il concetto si può dire:
-E’ meglio che ognuno abbia un qualcosa per meriti suoi che non per meriti di altri,
dunque ognuno è desiderabile per quello che ha di suo e più gli appartiene,
perchè intimamente legato con la sua personalità più è desiderabile per se stesso.

In pratica, sapendo e volendo leggere tra le righe,queste sono le basi dell’autostima
e in parte dell’invidia.

…Sempre riguardo ai TOPICI:

<<Un altro aspetto si presenta,quando l’interlocutore si è espresso metaforicamente
definendo ad esempio la scienza come incrollabile,oppure la terra come nutrice,
oppure la temperanza come armonia:tutto ciò che si dice metaforicamente è oscuro>>
…così pure ogni termine inusuale risulta oscuro.

<<Ignorante sembra essere non ciò che non possiede scienza ma ciò che si è ingannato;
perciò non chiamiamo ignoranti nè gli oggetti,nè i bambini>>.

<<Chi definisce la scienza di fatto, definisce anche l’ignoranza,come pure il sapere
e l’ignorare>>.

<<Se ciò che è piacevole si dice proprio di ciò che è utile, anche colui che prova
piacere dev’ essere chi trae utilità>>.

<<In taluni casi si osserverà poi se l’avversario non abbia precisato,nella sua
definizione, la quantità,qualità o la determinazione spaziale,…
è il caso ad es.
di colui che sia stato definito ambizioso perchè desidera onori,senza che sia stato
precisato quali e quanti onori, infatti tutti desiderano onori ma non tutti sono
ambiziosi>>.

<<Occorre inoltre vedere se l’oggetto sia capace di una misura maggiore ma la
determinazione fornita attraverso il discorso definitorio non ne sia capace.
Ad es. se si definisce l’amore come desiderio di contatto fisico,si può obiettare
che chi ama maggiormente non desidera maggiormente contatto fisico>>.

<<Per chi vuol demolire una definizione è sufficiente demolire un solo elemento.
Per contro,chi vuol consolidare una definizione, dovrà necessariamente provare
che tutte le determinazioni contenute nella definizione, appartengano all’oggetto
e dovrà pure stabilire un sillogismo universale,una prova universale che valga
anche all’inverso>>

Ad es. se associamo medicina uguale salute, dovrà potersi dire la stessa cosa anche
all’inverso affinchè l’affermazione sia vera e provata e cioè salute uguale medicina .
<<Risulterà giovevole nelle discussioni, il sapersi facilmente orientare sui principi
e l’imparare a mente le proposizioni>>

N.B.
A tal proposito si ricordi che al tempo di Aristotele e Platone si imponeva agli allievi
“lo studio a memoria” “dei dialoghi” e delle “opere” dei grandi pensatatori e lo stesso
Socrate preferì non lasciare nulla di scritto (quello che sappiamo di lui ci dalle opere
di Platone).

<<Dialettico è colui che sa formulare proposizioni ed obiezioni;
l’esercitarsi a discutere tende a conseguire tale qualità.
Il formulare proposizioni consiste nel trarre un’unità da parecchi elementi,
argomentare intorno a qualcosa,mentre il formulare obiezioni consiste nel trarre
molti elementi da un’unità;chi obietta invero distingue,demolisce oppure concede
alcune delle preposizioni presentate>>

– CONFUTAZIONI SOFISTICHE –
Coloro che discutono per primeggiare hanno 5 scopi:
1)la confutazione
2)il provare una falsa asserzione dell’avversario;
3)ridurre ad un paradosso;
4)costringere l’avversario ad un *solecismo
(*Far si che chi risponda si esprima in modo grammaticalmente scorretto)
5)Il far si che l’interlocutore non dica nulla di consistente, costringendolo
a ripetere parecchie volte la stessa cosa>>.

<<Vi sono poi due tipi di confutazioni,le une hanno attinenza al modo di espimersi,
le altre invece ne prescindono>>.

<<Gli elementi connessi al modo di esprimersi, che suscitano l’apparenza di
una confutazione,sono 6:
1)omonimia,
2)ambiguità di una proposizione,
3)congiunzione di termini divisi,
4)divisione di termini congiunti,
5)accentuazione,
6)forma dell’espressione verbale>>.

<<Tanti sono i casi,in cui con lo stesso nome e la stessa espressione verbale, potremo
non indicare lo stesso oggetto (questa è spesso la premessa da cui bisogna partire)>>.
Le argomentazioni connesse all’omonimia ad es.:”Coloro che sanno apprendono”.
Il termine apprendere,in tal caso, può significare sia il “capire” da parte di chi
si serve del sapere ,sia il ricevere il sapere>>

Cioè le possibili interpretazioni riguardo all’espressione in esempio sono
1)L’apprendimento è di coloro che sanno.
2)Il sapere è di coloro che apprendono.

Sempre riguardo le confutazioni sofistiche…
-Paralogismi e Confutazione:
<<I paralogismi si presentano quando uno sostenga che qualsiasi predicato appartenga
nella stessa misura sia all’oggetto che ad una sua determinazione.
Ad es. se si afferma che Corisco è differente da Socrate, e Socrate è un uomo,
per i sofisti con ciò si è riconosciuto che Corisco è qualcosa di differente dall’uomo>>

<<I paralogismi che riducono due domande ad una sola, sorgono quando non ci si accorge che
le proposizioni sono più di una e viene fornita una sola risposta,come se la domanda fosse
una sola.In tal caso è utile chiedere la precisazione di che cosa sia da confutare.
La conseguenza è una determinazione>>

<<La confutazione apparente,assume tanti aspettiquanti sono gli elementi della confutazione
vera, ma in realtà,venendo a mancare uno qualsiasi di questi elementi, la confutazione
risulterà apparente>>.

<<L’insegnamento impartito dai professionisti che si dedicavano alle discussioni eristiche,
era in un certo modo simile a quanto aveva stabilito nella sua arte Gorgia.
Tra costoro alcuni facevano imparare a memoria dei discorsi retorici,su cui si riteneva
dovessero ricadere le discussioni di due interlocutori…
ad es.:
Domanda:La salute,la ricchezza o la potenza politica, sono un bene?
Risposta: Si,ma per lo stolto e per chi non se ne serve rettamente no>>

<<Alla domanda:Uno può imparare la lentezza rapidamente?
Il sofista non si riferisce a ciò che uno può imparare, bensì del modo, in cui
uno può imparare.E’ chiaro che non si dovrà concedere il proprio assenso quando la
domanda proposta risulti oscura>>.
Sempre riguardo le confutazioni sofistiche…
<<Di fronte alle proposizioni che sembrano accettabili, bisogna rispondere con un
“sia pure”.Quando poi si sia costretti ad ammettere qualcosa di paradossale,
sarà il caso di aggiungere: “Così sembra”>>

<<Gli eristici pretendono che si diano risposte limintandosi ad un Si o ad un No.
Ora però a causa della forma scorretta in cui le domande vengono poste è necessario
che chi risponde, aggiunga qualcosa alla proposizione difettosa.
E’ indubbio che se chi interroga ha posto sufficienti distinzioni, chi risponde dovrà
necessariamente dire un Sì oppure un No >>.

<<Un’artificio sofistico consiste nello stabilire come scopo, la prova di una
proposizione paradossale,pretendendo poi che l’interlocutore risponda quando gli
sembri accettabile la proposizione proposta.
In casi consimili il sofista formula:-Ritieni dunque che…?
A tal proposito è necessario,quando la domanda riguardi una delle premesse da cui
dipende il sillogismo,che l’interlocutore risulti confutato oppure cada nel paradosso.
Sarà confutato se concede la proposizione, mentre al contrario,cadrà nel paradosso,
sia se non la concede affermando che gli sembra inaccettabile e sia se non la concede
ammettendo però di trovarla accettabile.
In tali casi,bisogna troncare il discorso, prendere in considerazione quanto contrasta
riguardo alle sue affermazioni o al modo di pensare comune a tutti gli uomini
o alle persone che pensano e agiscono bene
Oltre a ciò è utile ricorrere pure a distinzioni, proprio nel momento in cui
l’argomentazione sta per concludersi>>.

-…distinguere e separare:
<<I criteri da adottarsi per provocare la collera consistono nel “rendere manifesta”
la propria intenzione di comportarsi slealmente, e nel discutere in modo
assai sfrontato. Un’ulteriore condizione sta nel presentare alternativamente le domande,
sia che per uno stesso oggetto uno disponga di parecchie argomentazioni,sia che uno
voglia provare una certa cosa ed altresì la cosa contraria.
Converrà dunque che l’interlocutore stia in guardia al tempo stesso contro tante
argomentazioni,oppure riguardo due argomentazioni contrarie.
Per riuscire a confutare, una condizione è indubbiamente la lunghezza del discorso
è infatti difficile dominare con un unico sguardo molti oggetti.
Altra condizione è la velocità nel discutere,chi è lasciato indietro,
in effetti può prevedere in minor misura quanto sta per avvenire.
Altra condizione è far adirare l’interlocutore,qualunque avversario sarà meno
in grado di stare in guardia quando è turbato>>

 

Da qui in poi è preso da  altre  ricerche,con materiale trovato su internet:

Logica

La logica è una disciplina che descrive i princìpi, le regole e i

procedimenti usati dalla ragione per costruire i suoi discorsi.

Studia il procedimento dimostrativo del pensiero. Essa è uno strumento per la scienza e appunto òrganon (cioè “strumento”) è stato chiamato l’insieme dei testi aristotelici dedicati alla logica.

Il termine “logica” è stato usato per la prima volta dagli Stoici, dunque in un periodo più tardo. Aristotele parlava in realtà di “analitica”, di “scienza della dimostrazione”.

La ricerca scientifica richiede dimostrazioni rigorose. I fattori costitutivi di tali dimostrazioni sono tre: i termini (soggetto e predicato di un giudizio), i giudizi (proposizioni) e i sillogismi (ragionamenti).

I termini sono gli elementi di un giudizio considerati al di

fuori della loro connessione, e possono essere individuali oppure universali; hanno genere e specie. Il genere ha una maggiore estensione (in quanto comprende un maggior numero di realtà), la specie ha una maggiore comprensione (cioè un maggior numero di caratteristiche che la distinguono da altre specie).

Vi sono dei termini, dei predicati universali per eccellenza, che Aristotele chiama categorie: sostanza, quantità, qualità, relazione, luogo, tempo, situazione, avere, fare e patire. La

categoria più importante è quella della sostanza, alla quale tutte le altre si riferiscono.

I giudizi sono proposizioni all’interno delle quali si afferma o si nega qualcosa di qualcos’altro legando fra loro due termini. I giudizi possono essere affermativi o negativi, individuali, particolari o universali.
Le possibili combinazioni fra qualità e quantità dei giudizi danno luogo a quattro tipi generali di proposizione: universale affermativo (es. “tutti gli uomini sono mortali”),

universale negativo (es. “nessun uomo è immortale”), particolare affermativo (es. “alcuni uomini sono sapienti”), particolare negativo (es. “alcuni uomini non sono sapienti”).

Due giudizi fra loro contraddittori sono tali per cui l’uno esclude l’altro; due giudizi contrari non possono essere contemporaneamente veri ma possono essere contemporaneamente falsi; due giudizi sub-contrari possono essere contemporaneamente veri ma non

contemporaneamente falsi.

Un giudizio definitorio deve sempre indicare il genere prossimo e la differenza specifica.

I sillogismi sono rigorose concatenazioni di giudizi in cui, partendo da determinate premesse, si giunge necessariamente a determinate conclusioni.
Un sillogismo è formato dalla premessa maggiore, dalla premessa minore e dalla conclusione. I tre giudizi usano tre termini, ciascuno dei quali ha un’estensione maggiore o

minore rispetto agli altri due: il termine maggiore, il termine minore e il termine medio.

Aristotele distingue tre figure di sillogismo:

il termine medio è soggetto nella premessa maggiore e predicato nella premessa minore (es. “se ogni animale è mortale” e “ogni uomo è animale”, allora “ogni uomo è mortale”);
Il termine medio è predicato di entrambe le premesse (es. se “ogni dio è immortale” e “nessun uomo è immortale”, allora “nessun uomo è dio”);
Il termine medio è soggetto in entrambe le premesse (es. se

“ogni uomo è dotato di ragione” e “ogni uomo è animale”, allora “qualche animale è dotato di ragione”).

Occorre distinguere la validità dalla verità del sillogismo: un sillogismo valido non sempre è vero. Un sillogismo è vero quando le premesse sono vere: ma della verità delle premesse non si occupa la logica, poiché essa studia solo gli aspetti puramente formali del ragionamento.

(La gnoseologia ha invece per oggetto i criteri attraverso cui dei giudizi possono essere considerati come veri, e il modo

attraverso cui si possono acquisire delle conoscenze.)

Un sillogismo basato su premesse solo probabili è un sillogismo dialettico, e porta a conclusioni solo probabili.
I sillogismi dialettici sono utili per persuadere gli altri della

verità di una propria tesi o per confutare delle tesi e dimostrarne la verità o falsità.

Il sillogismo in cui partendo da premesse generali se ne ricava una conclusione particolare segue un procedimento deduttivo; esiste un altro tipo di sillogismo, quello induttivo, che parte dall’osservazione di fenomeni attraverso l’esperienza sensibile e arriva ad una generalizzazione. Attraverso l’intuizione intellettuale l’intelletto attivo astrae l’universale dal particolare.

Esistono dei princìpi che hanno un valore universale e necessario; essi non possono essere dimostrati, ma grazie a loro si può confutare e respingere come non valida qualsiasi argomentazione che non li rispetti. Questi sono: il principio di non-contraddizione (non posso affermare di una data realtà contemporaneamente una cosa e il suo contrario), il principio di identità (ogni concetto è uguale a se stesso), il principio del terzo escluso (è necessario affermare o negare di un medesimo oggetto uno solo dei contraddittori, non c’è

una terza possibilità)

Una tesi è vera quando non può essere confutata da un sillogismo dialettico o quando viene raggiunta con un’intuizione intellettuale.
Essa ci permette di cogliere i princìpi primi della scienza.
Della verità delle premesse non si occupa la logica; essa infatti considera soltanto gli aspetti puramente formali del ragionamento.
La gnoseologia (De anima) invece ha per oggetto i criteri

attraverso cui dei giudizi possono essere giudicati come veri, e il modo attraverso cui si possono acquisire delle conoscenze.

La gnoseologia è teoria della conoscenza.
Il sillogismo induttivo non porta a delle conclusioni universali; attraverso l’intuizione intellettuale l’intelletto

attivo astrae l’universale dal particolare.

Metafisica

L’essere-in-quanto-essere è sostanza (sinolo di materia e di forma).
La forma circoscrive gli enti dello stesso genere e della stessa

specie.

La sostanza è prima non solo sul piano ontologico, ma anche su quello logico, in quanto qualsiasi categoria si riferisce alla sostanza. Per lo stesso motivo è prima anche sul piano gnoseologico.

Fisica

Studia gli enti in movimento (movimento quantitativo, qualitativo, nello spazio…), trovando le cause e i princìpi

primi del divenire.

Le cause del divenire sono: materiale, formale, efficiente, finale. Negli esseri viventi (cioè che svolgono attività vegetative e/o sensitive e/o intellettive) le cause si riducono a due: materiale e formale (quest’ultima include in sé la causa efficiente e quella finale). La concezione del divenire è finalistica. Aristotele parte dal sentire comune: la concezione finalistica del movimento nasce dall’armonia della natura.
La fisica aristotelica è speculativa, qualitativa, finalistica.

L’anima è la forma degli esseri viventi, che svolge, a seconda degli enti, una funzione vegetativa (in tutti gli enti viventi), sensitiva (negli animali e negli esseri umani) e intellettiva (solo negli uomini).
Etica e politica

La virtù è la disposizione a utilizzare in modo eccelso la ragione nella determinazione della propria volontà.

Essa può essere acquisita mediante la consuetudine e l’esercizio.
Poiché tutte le sostanze tendono alla piena attuazione della propria forma, esse raggiungono il proprio fine, la felicità, il bene supremo, realizzando pienamente la propria forma. Poiché la forma dell’uomo è l’anima intellettiva, il cui fine è la conoscenza, l’uomo raggiunge la felicità esercitando pienamente la propria ragione (poiché appunto essa è la sua forma).

Il coraggio (che è una virtù etica) è la capacità di valutare in determinate circostanze quale sia il “giusto mezzo” tra due eccessi (in questo caso temerarietà e pavidità).
Le virtù dianoetiche sono relative alla ragione e sono l’intelletto, la scienza, l’arte, la saggezza e la sapienza (la più elevata tra esse).
Il sapiente è colui che sa usare l’intelletto per cogliere delle

premesse vere e la scienza per trarre da esse delle deduzioni vere.

La sapienza è la principale virtù, sintetizza l’intelletto e la scienza e conduce l’uomo alla felicità in quanto lo porta a esercitare pienamente la propria ragione.
La saggezza è una virtù pratica che permette di capire in ogni circostanza qual è il giusto mezzo e in che modo si possa realizzare.

La ragione è il principio di determinazione della volontà dell’uomo virtuoso (sia in Aristotele che in Platone).

L’educazione favorisce la consuetudine mediante la quale conseguire la virtù quando gli educatori sono virtuosi.

L’importanza della politica si evidenzia in questo contesto: in una società giusta lo Stato viene governato sostanzialmente dal ceto medio (coloro che hanno una proprietà). È questo tipo di governo che può garantire la sapienza degli educatori. I ceti medi hanno a cuore gli interessi della società.

 

Categories: Biografie e Pensiero

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