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DOMUSTATION

DOMUSTATION blog per amanti della ps1

Domus On febbraio - 27 - 2016

Lavoro ed esami di Stato Inutili

Salve ragazzi prendendo spunto dalle opinioni che si sentono spesso in TV, voglio fare alcune considerazioni poichè credo che le idee possano raggiungere tutti, specie chi deve fare le riforme utili al Paese.

Premesso che:

Homo sum: humani nihil a me alienum puto

(Sono un uomo: niente di umano è a me estraneo) 

Citazione di Terenzio dal libro :

“De rerum natura” (Sulla natura delle cose).

 


Inizierò la mia riflessione dalle “polemiche” dell’ultimo concorso per avvocato, dove alcuni candidati hanno copiato (nell’ultimo concorso del 2015 poco più del 25 % pare che abbia superato l’esame).

Il discorso ovviamente si può estendere a diverse discipline e carriere ma il caso dell’avvocato calza a pennello.

Dopo una laurea in giurisprudenza e 18 mesi di pratincantato si devono  sostenere 3 giorni di scritti + uno per l’orale (se si superano gli scritti), non per avere un lavoro e dunque uno stipendio ma per essere abilitati ad esercitare una professione come libero professionista.

 


Un lavoro “a chiamata” dove chi paga meglio spesso sono le persone che delinquono e dove l’avvocato considerato “più bravo” è quello che riesce a togliere dal carcere persino un famoso mafioso, e se ci riesce esulterà di gioia perchè ha raggiunto il successo e si è fatto un nome.


 

Infatti l’avvocato è un lavoro di “parte”, il suo compito è di difendere indipendentemente da ogni principio morale,
cercando sempre il cavillo che gli permetta di avere una ragione “sulle carte”.


 

Un fenomeno noto fin dai tempi degli antichi greci con i “sofisti” (che nulla avevano a che fare con Socrate almeno nelle finalità ).
I Sofisti non cercavano la verità ma dietro compenso, focalizzavano l’attenzione su dettagli tralasciandone altri solo per riuscire a trovare il modo di convincere la gente .


 

Per di più un avvocato che abbandonasse o accusasse il suo cliente durante una udienza, verrebbe tolto dall’albo e non potrebbe più esercitare la professione.


 

Per la questione dell’alto numero di “avvocati” va detto che il numero di iscritti a giurisprudenza è tra i più bassi,
la gran parte di essi provengono dai licei, c’è il più alto tasso di fuori corso e molti abbandonano gli studi.

Pertanto, giurisprudenza è una delle facoltà più selettive, a tal proposito date un’occhiata sul sito studentepercaso.com 

o alle classifiche di almalaure postate sul sito di agrpress.it


 

Chi non sceglie la carriera di avvocato , può scegliere quella del magistrato, almeno in teoria perchè quasi sicuramente non diventerà mai un magistrato, nel 2014 20 mila domande per 365 posti e di questi ne sono stati presi 311, senza contare che in altri anni il numero delle domande è stato molto superiore…

Inoltre non si può fare pratica da un magistrato ed il concorso è caratterizzato da un’alta “aleatorietà” dello stesso, al punto che avvocati penalisti che esercitano la professione da molti anni (e dunque hanno studiato e si aggiornano sulle stesse materie oggetto del concorso in magistratura), hanno provato il concorso in magistratura e non l’hanno superato.


 

La giustizia in Italia fa acqua da tutte le parti, perciò vuol dire che un così eccessivo rigore nella selezione basato su parametri quasi del tutto soggettivi (si passa il concorso a discrezione di chi valuta), non porta risultati eccellenti e nemmeno soddisfacenti.


lavoro ed esami di stato inutili Rimedi:

A) Gli esami di Stato non servono!

A maggior ragione i concorsi basati su quiz di cultura generale non provano niente, si basano su conoscenze puramente mnemoniche, pertanto vanno aboliti.

A che serve un’esame di Stato quando già per arrivare a fare quell’esame il candidato ha dovuto superare anni di valutazioni ?

Un conto è “il sapere”, altro è ricordare.

Sapere quanto è alto il monte Bianco non vuol dire niente, non rende abili a svolgere nessuna professione.

Senza contare che un percorso di studi fino alla licenza media sarebbe sufficiente per affermare che certe cose si sono già dovute studiare per forza, indipendentemente dal fatto che si ricordino o meno.


Il sapere , quello vero comporta una capacità logica e di analisi e si desume da come si riflette, dalle finalità che si perseguono, dal modo in cui uno si comporta e dal rispetto del prossimo.

In generale sono convinto che chi persegue il male volutamente è un ignorante spesso anche “lecchino”, mentre chi cerca di fare del bene è una persona saggia.


Insomma sono sufficienti i titoli scolastici per presumere che ci siano certe nozioni a sufficienza, nella testa del candidato, altrimenti dovremmo licenziare tutti i professori.

La selezione si farà da sè “sul campo” cioè effettivamente chi è più bravo lavorerà di più ed avrà più soddisfazioni.


B) La scuola deve rinnovarsi e bisogna mettere in discussione certi capisaldi…

Detto fra noi vi faranno il mazzo sui “Sepolcri” di Ugo Foscolo (libro a mio avviso inutile per la formazione) e magari non tratteranno minimamente Goethe o Dostoevsky; studierete tutte le guerre della storia e si fisseranno sulle date ma non vi faranno mai studiare chi era veramente Napoleone, il suo personaggio, o il personaggio di Nerone o di Cesare.

Non vi leggeranno mai Socrate o Aristotele e probabilmente non vi parleranno in modo approfondito di Jung, Freud o Einstein ma solo qualche accenno se va bene.

Forse la scuola è cambiata rispetto a quella che facevo io però essendo ancora “giovane” mi sembra che sia rimasta quasi la stessa e cioè si insegna poco e spesso si limita ad imporre di ricordare.


In molte scuole non insegnano l’educazione, non seguono i ragazzi problematici con psicologi e non bocciano per il comportamento.

(Va da sè che la prima capacità che un bravo psicologo dovrebbe avere o acquisire è la “comprensione” cosa rara…)

L’educazione fisica conta zero e non vi insegnano nulla sull’alimentazione o su come memorizzare

Vi hanno mai accennato a tecniche mnemoniche? No perchè non le conoscono, eppure era una pratica millenaria.

Non vi insegnano la logica (la filosofia specie quella Aristotelica e Socratica dovrebbero essere alla base della vostra logica al pari o più della matematica).

Non vi insegnano neanche a battere a macchina o scrivere al pc, senza considerare che non insegnano a produrre (vi hanno insegnato a fare il pane? L’olio? Un formaggio? Cucire? Non penso; eppure negli anni ’60 alcune di queste cose le insegnavano anche a scuola…


Come rinnovare la scuola ?

1) Abolire gli esami finali .

2) Aumentare gli anni di scuola media da 3 a 5 e introdurre negli ultimi 2 anni lo studio di alcune materie fondamentali per ciascuna facoltà tralasciandone le altre già sufficientemente studiate fino alla terza media come ad esempio la geografia, la storia, l’italiano ecc…(ad esempio: Latino per la facoltà di lettere, Platone (dunque anche Socrate) e Aristotele per introdurre alla Filosofia; Diritto privato per giusrisprudenza; Anatomia e alimentazione per medicina; Psicologia evoluzionistica per psicologia; Analisi I per ingegneria, ovviamente continuare con lo studio della lingua inglese e introduzione all’informatica) .

Ciò avrebbe lo scopo di rendere realmente consapevoli della scelta che poi si troveranno a fare circa il percorso di studi successivo .

4) Diminuire gli anni del superiore da 5 a 4 e indirizzare il percorso di studi sulla base delle materie che si andranno a perfezionare all’università. Ciò avrebbe lo scopo di dare già una formazione di tipo universitario e di conseguenza rendere il passaggio all’università un perfezionamento di quanto fatto in precedenza .

5) All’università: Alla luce del programma di cui sopra, eliminare tutte quelle materie non fondamentali per la formazione dello specialista nel settore (in genere ce ne sono molte… almeno 1/3 non servono a niente) e dedicare l’ultimo anno del percorso di studi universitari alla formazione pratica .

6) Per concludere direi di chiudere le scuole al 31 maggio e dal 3 giugno al 25 luglio prevedere un apprendistato obbligatorio per i ragazzi dalla seconda media fino ai 18 anni ; apprendistato da svolgersi ogni anno in ambiti diversi, ciò gli darebbe una bella formazione pratica rendendoli abili e aiutandoli concretamente a scegliere in modo consapevole e ad essere indipendenti e dunque validi nel mondo del lavoro .


 

I Laureati sono troppi o troppo pochi ?

In Italia nel 2013 i laureati su 100 giovani costituivano solo il 22% mentre la “media” europea a 21 Paesi era pari al 37 %…

Perciò non è vero che ci sono troppi laureati in Italia, il problema è semmai che le università spesso non preparano al lavoro e quei pochi laureati che ci sono devono fare i salti mortali per lavorare, magari andare all’estero e adattarsi a quello che trovano.


In pratica i nostri politici con riforme e programmi scolastici del tutto inadatti, hanno smantellato pratiche millenarie e non hanno creato le basi per il futuro con conoscenze “spendibili”.

Il mercato del lavoro chiede l’inglese e l’informatica, invece nelle gran parte delle scuole l’insegnamento della lingua inglese ha di fatto poca considerazione nel consiglio scolastico e di conseguenza tra gli studenti , in più viene fatto male.

Peggio ancora per l’informatica che spesso non è proprio contemplata nei programmi e quando è fatta si limitano ad insegnare un pò Word o un pò di Excel (praticamente quasi nulla, niente linguaggi di programmazione e niente studio dei programmi più richiesti ed il tutto viene fatto in maniera da rendere le lezioni pesanti e noiose).

Di conseguenza chi ha più libertà e soldi in tasca, può permettersi di vivere un’anno o due all’estero e quasi in automatico impara la lingua straniera come un madrelingua, gli altri rimangono a casa e l’inglese non lo imparano; cosa analoga per altre conoscenze, poi ci sono le eccezioni ma sono appunto eccezioni .

Perciò in uno stato sociale così diversificato, io ci penserei bene prima di usare la parola “merito”.

Insomma le scuole pubbliche risultano spesso più difficili delle scuole private ma a fronte della maggiore difficoltà non c’è una maggiore acquisizione di “conoscenze” .


Lavori Inutili…

Il lavoro ed il conseguente guadagno sono una imposizione determinata dalla nostra stessa natura, escludere una persona abile dal mondo del lavoro, ad oggi equivale a dirgli: – Tu non hai diritto di vivere!

Le persone non valgono in base allo status che possiedono ma in base all’essere più o meno buone e giuste e comportarsi come tali.

Molti lavori sono basati sul “fregare” il prossimo… Avete presente lo scandalo ed il fallimento delle Banche in Italia?
Ecco bene, lì ci sarebbero molti esempi di lavori inutili e dannosi, come pure quelli dei “lavori multilivello” in cui bisogna andare casa per casa a convincere la gente a firmare contratti non richiesti…

Appunto, questi “lavori” che non danno un servizio , basati in definitiva sul “fregare il prossimo”, dovrebbero essere vietati per legge.

Grazie alla tecnologia dei macchinari bastano poche decine di persone per mandare avanti un’azienda che può produrre cibo o beni di altra natura, per migliaia di persone, sarebbe il momento di pensare a dare il necessario a chi non ce l’ha e non usare la selezione spietata del lavoro per scegliere chi può vivere e chi no.

Una macchina produrrà sempre più e meglio di un uomo… dunque che facciamo?

Ci dovremmo estinguere e far lavorare una macchina che è un corpo inanimato ?

Oppure prenderci cura di noi stessi e di conseguenza anche del prossimo tenendo conto dell’ambiente che ci circonda e della sua vivibilità ?

One Response

  1. Domus ha detto:

    Articolo aggiornato, ho aggiunto alcuni consigli, su come a mio avviso, si potrebbe rinnovare la scuola per dare ai ragazzi la giusta consapevolezza necessaria per far emergere il proprio talento e dunque fare le opportune scelte per il futuro, senza doversi buttare a capofitto su qualcosa che non si conosce 😉

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