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DOMUSTATION blog per amanti della ps1

Domus On settembre - 14 - 2013

riflessioni sulla ricerca della verità e la fede

socrate e apollo licio

Premesse:
Molti potrebbero storcere il naso vedendo articoli su certi temi in un blog che
riguarda principalmente i videogiochi retrò,tuttavia ritengo che
specie in un blog i contenuti e come li si tratta siano ciò che conta.

Credo che coltivare la fede (fiducia) nell’esistenza di Dio presupponga
una ricerca continua della verità.
Infatti se partissimo dal presupposto che Dio è sommo bene e verità assoluta,
la ricerca della verità coinciderebbe con la ricerca di Dio.
Secondo questo presupposto scienziati e filosofi, se realmente tali,
dovrebbero avere tanta fede quanto più è la loro voglia di trovare la verità;
o se preferite si potrebbe dire che tanto più sono veri scienziati e filosofi tanto maggiore sarà
la voglia di cercare la verità.

Come si fa a pensare di essere veri scienziati se si crede solo a ciò che è mostrato o dimostrato?

La stessa scienza è nata dalla voglia di conoscere la verità,
dunque di ricercare e scoprire ciò che c’è dietro un *fenomeno,

(Il termine fenomeno ,dal greco ϕαινόμενον [fainòmenon], participio sostantivato di ϕαίνομαι [fàinomai] “mostrarsi, apparire)
senza contare che i principi di partenza,
spesso sono presupposti logici e cioè vengono prima della
dimostrazione logica e sono la base su cui la logica “scientifica” si sviluppa.

Il discorso sulla ricerca della verità vale ancor di più per la filosofia,
dove i padri fondatori e dunque Socrate,*Platone,Aristotele ecc.
(vedi negli scritti platonici il “mito della caverna”
dove si legge che il filosofo è colui che porta il lume della conoscenza
per fare luce nell’oscurità) hanno basato tutto il loro pensiero sulla ricerca costante
di ciò che possa ritenersi vero e giusto e in che misura sia tale.
Perciò i fondatori della scienza e della filosofia sono partiti innanzi tutto
proprio dalla consapevolezza che esiste la verità,
ed è compito dell’uomo che vuole evolversi e vivere, continuare la ricerca di ciò
che è vero e ciò che è bene ma senza metterne in dubbio l’esistenza
altrimenti ogni cosa perderebbe senso e la stessa ricerca sarebbe una ricerca del
nulla, una perdita di tempo.

“Oggi la gente non sa più nè chiedere,nè credere”

A tal proposito cade “a fagiulo” una frase di Massimo Coppo:
“oggi la gente non sa più nè chiedere,nè credere” .
Il chiedere ed il credere sono infatti strettamente connessi .

Provo a spiegarmi meglio:
Cos’è che viene in mente prima di ogni ricerca?
Ricordate la massima cartesiana “cogito ergo sum”(penso dunque *sono,”nel senso di esisto”),
bene, in questo caso la ricerca nasce con il pensiero e la domanda
è essa stessa parte del processo di ricerca.
Più si cerca la verità e più si tende a Dio,più si ha una conoscenza profonda e
più vicine al vero saranno le domande che vi porrete.
L’uomo è geneticamente portato ad evolversi, senza evoluzione si sarebbe estinto,
lo dice la scienza, nello specifico la scienza evoluzionistica,nata dalle teorie di Darwin.

Del resto tutti noi abbiamo già sperimentato che ad esempio per capire il funzionamento
di un software la prima cosa che si fà istintivamente è porsi delle domande.
La prima è: “A che serve?”,
La seconda “è utile?” e di conseguenza per spiegare la seconda domanda ci poniamo
automaticamente una terza
“cosa ci posso fare con questo software?” 
e poi una quarta domanda,ecc.
In pratica la mente, per spiegare un processo, continuamente si pone delle domande,
le domande rimandano ad altre domande ed alle corrispettive risposte,dunque se
all’inizio avevamo un’idea vaga,grazie a questo meccanismo avremo una conoscenza
migliore.
Cosa accade ad una mente che non fà il suo “lavoro di ricerca della verità”
ed inizia a fare una ricerca al contrario e cioè a ingannarsi ?

Si ottiene solo una gran confusione,la verità non può rivelarsi e non si sà più a
chi o cosa credere o chiedere; ecco spiegato il senso dell’espressione:
“la gente non sa più nè chiedere nè credere”.

 

-“CREDERE,CHIEDERE e SPERARE”-

Non va dimenticato che proprio Socrate era convinto dell’esistenza di conoscenze innate nell’uomo,secondo cui ciò che scopriamo in reatà lo riveliamo
prendendo consapevolezza di qualcosa che già esiste e conosciamo
(seppur in modo inconscio) altrimenti non potremmo scoprirlo.
In questo senso se si parla di rivelazione e realtà rivelate,s’intende non una
 dimostrazione o un semplice mostrare ma una presa di consapevolezza,un riconoscimento.

Ora pretendere di comprendere Dio con lo stesso meccanismo e soprattutto con la
stessa mente che usiamo per capire il funzionamento di un oggetto
è molto arrogante e stupido.
Provo a spigarmi meglio: tutti sanno che un contenitore più grande può contenerne
uno più piccolo ma non viceversa;
ora mi chiedo: Come fa un piccolo contenitore come la nostra mente a comprendere un
qualcosa che è superiore e assai diverso persino dal concetto stesso di mente e cervello?
Per logica non può, possiamo solo accettarne l’esistenza,avvicinarci,sentirne la
presenza,godere di una forza vitale e spirituale che abbiamo ricevuto come regalo (e
nel migliore dei casi coltivato) ma non possiamo pretendere.
Possiamo decidere solo nei limiti in cui ci è di volta in volta concesso ma non possiamo annullare la nostra esistenza,nè pretendere a tutti i costi qualcosa.
Socrate secondo quanto riportato negli scritti di Platone, fu indicato dall’oracolo  di Apollo licio a Delphi come l’uomo più sapiente
proprio perchè disse in piena consapevolezza “so di non sapere” dimostrando così

(proprio come recitava il detto all’ingresso dell’oracolo,”Conosci te stesso”), che tra tutti i sapienti dell’epoca Socrate fosse di gran lunga quello che meglio conoscesse la sua natura e ne vedeva i limiti,proprio per questo motivo Socrate non smise mai di cercare la verità, voleva evolversi,
nel senso di superare i propri limiti migliorarsi.
Infatti come si legge nelle opere “I dialoghi di Platone”, le ricerche
di Socrate erano improntate al riconoscimento del vero, del giusto e del sommo bene .

MASSIME SOCRATICHE:

Ecco qui in basso alcune frasi di Socrate prese da  http://it.wikiquote.org/wiki/Socrate
(cliccate sul collegamento ne troverete molte altre):

Certamente lo conoscete Cherofonte; […] un giorno che era andato a Delfi, ebbe la
faccia tosta di chiedere al dio […] se ci fosse qualcuno più sapiente di me e
la Pizia gli rispose che non c’era nessuno. (cap. 5)
Certo sono più sapiente io di quest’uomo, anche se poi, probabilmente, tutti e due
non sappiamo proprio un bel niente; soltanto che lui crede di sapere e non sa nulla,
 mentre io, se non so niente, ne sono per lo meno convinto, perciò,
un tantino di più ne so di costui, non fosse altro per il fatto che ciò che non so,
nemmeno credo di saperlo. (cap. 6)

Le parole false non solo sono cattive per conto loro, ma infettano anche l’anima con il male. (da Fedro, 91)
Non dalle ricchezze ma dalle virtù nasce la bellezza. La ricerca porta alla verità.

A che genere di uomini appartengo? A quello di chi prova piacere nell’essere confutato,
se dice cosa non vera, e nel confutare, se qualcuno non dice il vero, e che,
senza dubbio, accetta d’esser confutato con un piacere non minore di quello che prova confutando.
Infatti, io ritengo che l’esser confutati sia un bene maggiore, nel senso che è meglio essere liberati dal male più grande piuttosto che liberarne altri. Niente, difatti, è per l’uomo un male
tanto grande quanto una falsa opinione sulle questioni di cui ora stiamo discutendo.
Un’ingiustizia non va commessa mai neppure quando la si riceve.
Ad una persona buona non può capitare nulla di male: né in vita né in morte,
le cose che lo riguardano non vengono trascurate dal Dio.
Ma ormai è giunta l’ora di andare io a morire e voi invece a vivere.
Ma chi di noi vada verso ciò che è meglio è oscuro a tutti tranne che al Dio. (da Platone, Apologia di Socrate, 42 a)
Ho un’ultima lezione da dare: essi mi devono uccidere perché sappiano quello che hanno fatto. La città dovrà affrontare la propria colpevolezza.

 

Categories: Biografie e Pensiero

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