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DOMUSTATION blog per amanti della ps1

Domus On novembre - 23 - 2016

Riforma costituzionale 2016

Microsoft Word - articolo.docx

Domenica 4 dicembre i cittadini possono votare se accettare la riforma che modifica in modo sostanziale la seconda parte della Costituzione intitolata “Ordinamento della Repubblica”.

Dato che l’informazione in tv non è mai entrata nel dettaglio di questa riforma, e la disinformazione è dietro l’angolo, come già avvenuto per il “referendum sulle trivelle” dove il dibattito è stato incentrato su cose non vere, ho sentito il bisogno di informarmi e per quanto mi è stato possibile, fare chiarezza.

Personalmente non ho mai votato per il PD ma qui si tratta di votare non per partito preso ma nel merito della questione, dunque di informarsi e confrontare gli attuali articoli con i nuovi, non è difficile, i siti istituzionali hanno già messo a disposizione i PDF online con i raffronti scaricabili anche da questa pagina e perlomeno sono fatti bene e sono molto chiari.

Questa votazione vale più di quelle per eleggere nuovi governi, proprio perchè i cambiamenti verranno scritti nella Costituzione, ora non si tratta di promesse elettorali ma di fatti, stavolta carta canta!

Cosa mi piace?

Secondo me è una buona riforma ci sarà la sola Camera dei deputati a votare le leggi ordinarie, dunque tempi più brevi e governi più stabili, inoltre i senatori passeranno dagli attuali 315 a 100 e dovranno votare in buona sostanza solo per le leggi che riguardano la Costituzione; lo Stato sarà più forte per vie di nuove competenze esclusive e gli enti regionali si dovranno adeguare a standard di efficienza sulla base di valutazioni preventive dei costi e del fabbisogno per ciascun Comune, le Province saranno abolite.

Cosa non mi piace?

Quello che non mi piace di questa riforma è quanto stabilito nei nuovi articoli 71 e 75 che renderanno più difficile la partecipazione dei cittadini sia per proporre nuove leggi che per abrogare quelle vigenti.

Ad oggi per proporre una nuova legge al Parlamento serve la raccolta di  50.000 firme mentre se passa la riforma con il nuovo art. 71 ne serviranno 150.000 (il triplo).

Inoltre per proporre un referendum abrogativo di una legge ad oggi servono 500.000 firme mentre con il nuovo art.75 ne serviranno 800.00.

riforma-costituzionale-4-dicembre-2016

Per cui vale la pena leggere la riforma per intero, pensarci su e andarla a votare, perchè non si tratta delle solite chiacchere dei politici ma di cambiamenti che saranno strutturali e “reali”.

Per chi non volesse leggersi tutto nel dettaglio metterò in poche righe, qui di seguito, una brevissima sintesi dei cambiamenti che apporta la nuova riforma.

Inoltre qui sotto potrete scaricare i PDF di cui uno è liberamente scaricabile dal sito della Camera e contengono i raffronti tra gli articoli attuali della Costituzione e quelli modificati.

Leggendo più in basso trovate anche una sintesi ed una mia analisi più dettagliata sui singoli articoli.

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-DOWNLOAD PDF TESTO RIFORMA-

PDF preso dal sito della Camera dei deputati sugli articoli con la nuova riforma rispetto a quelli attuali

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PDF preso da un sito del PD

(PDF uguale a quello di sopra ma è più chiaro)

L’ ho controllato e raffrontato con altri è ok e fa una chiara sintesi salvo per quanto detto nell’art.71 e 75 e per le disposizioni finali che hanno le scritte in piccolo)

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-Mia sintesi della riforma costituzionale-

In breve la Costituzione è divisa in due parti principali, ognuna delle quali è strutturata in titoli ed articoli.

La modifica riguarderà la seconda parte della Costituzione.

Nel Titolo I (della Parte II) “Il Parlamento” – artt. 55-82

Il Senato dopo la riforma sarà principalmente un rappresentante delle Regioni, farà dunque da collegamento tra Stato e territori, sarà composto da 100 senatori anzichè 315, non si potranno più nominare nuovi senatori a vita ma solo per 7 anni. Per l’approvazione di leggi ordinarie basterà il solo voto della Camera dei deputati.


Nel Titolo II (della Parte II) “Il Presidente della Repubblica” – artt. 83-91

Con la riforma sarà richiesta una maggioranza di voti più alta per l’elezione del Presidente della Repubblica


Nel Titolo III (della Parte II) “Il Governo” – artt. 92-100

Il Governo dopo la riforma costituzionale, per governare e non cadere dovrà avere il consenso di una sola Camera, dunque i voti favorevoli della sola Camera dei deputati e non anche del Senato sui disegni di leggi che proporrà in Parlamento. Viene abolito il “CNEL” sta per Consiglio Nazionale dell’economia e del lavoro.


Il Titolo IV (della Parte II) “La Magistratura”  – artt. 101-113

  • Resta invariato

Nel Titolo V (della Parte II) “Le Regioni, le Province, i Comuni” – artt. 114-133

Vengono abolite le Provincie, lo Stato avrà più competenze esclusive sottrendone alcune alle Regioni ed agli enti locali di cui ne valuterà l’efficienza nella gestione.

I consiglieri regionali non potranno guadagnare più di quanto guadagna un Sindaco.


Il Titolo VI (della Parte II)  “Garanzie costituzionali” – artt. 134 – 139

Nella sostanza il Titolo VI della Parte II rimane invariato.

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-Fine della sintesi-

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Mia spiegazione articolo per articolo:

Più nel dettaglio, ora andiamo a vedere come e quali articoli, la riforma andrà a modificare nella sostanza, cioè entriamo nel merito analizzando cosa viene aggiunto e cosa viene abrogato da questa riforma costituzionale:

 

Modifica art. 55: la Camera dei deputati “esercita la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo dell’operato del Governo”

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Modifica Art. 57: Il Senato della Repubblica è composto da novantacinque (95) senatori a rappresentanza delle istituzioni territoriali e 5 eletti dal Presidente della Repubblica.

  • Dunque con la riforma il numero massimo dei senatori  calerebbe a 100 mentre la Costituzione attuale prevede all’art. 57 co2 che “Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici (315)”

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Art. 58 (sarà abrogato)

L’attuale costituzione prevede all’art. 58 che i nuovi senatori vengano eletti a suffragio universale*

*cioè col voto dei cittadini: di fatto avviene che quando si va a votare per le elezioni nazionali (quelle che decidono a chi andrà la maggioranza di Governo) a chi ha più di 25 anni di età vengono date due schede, una per votare il partito di preferenza per la Camera dei deputati e l’altra per votare il partito preferito per il Senato, chi è invece maggiorenne ma ha meno di 25 anni, alle elezioni nazionali, può votare solo il partito di preferenza per la Camera dei Deputati.

  •   Dunque se il 4 dicembre passa il “SI”,  voteremmo solo per la Camera dei deputati, questo perchè nel nuovo art. 57 si dispone che siano i Consigli regionali ad eleggere i propri senatori, in numero proporzionato alla popolazione della Regione e stante i nuovi limiti previsti dei 95 senatori, più i 5 eletti dal Presidente della Repubblica, che andranno a comporre il nuovo Senato.

N.B.:

In generale, lo Stato esercita i suoi tre poteri fondamentali attraverso i suoi tre organi principali che sono:

1) il Parlamento (Camera dei deputati e dei senatori) ha il potere legislativo;

2) il Governo, guidato dal presidente del Consiglio, ha il potere esecutivo; 

3) la Magistratura, guidata dal CSM (Consiglio Superiore della Magistratura), ha il potere giudiziario.

Con la nuova riforma il potere legislativo sarà in buona sostanza nelle mani della sola Camera dei deputati, che viene eletta dai cittadini maggiorenni e rimane in carica per 5 anni.

Mentre invece i senatori saranno rappresentanti delle Regioni, all’interno del Parlamento, e faranno da collegamento tra Stato e Regioni.

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Modifica art. 69: “I membri della Camera dei deputati ricevono una indennità stabilita dalla legge”.

  • Come si vede nel nuovo art. 69 si menzionano solo i deputati e non viene menzionata alcuna indennità per i senatori, dei quali 95 saranno eletti tra consiglieri regionali e sindaci (sulla base dell’ultimo comma del nuovo articolo 57), per cui varrà quanto scritto nella modifica dell’art. 122, secondo cui i guadagni per la funzione di Consigliere regionale, non potranno essere superiore a quelli attribuiti ai Sindaci nella regioni di appartenenza.

Invece l’ articolo 69 attualmente in vigore, dispone l’indennità per il Parlamento, dunque sia per i deputati che per i senatori.

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Modifica art. 70:

La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere solo per leggi costituzionali e leggi di formazione e attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione Europea.

Tutti gli altri tipi di leggi saranno approvati solo dalla Camera dei deputati.

Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di 1/3 dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo.

________________________________________________________________

Modifica art. 71:

Aggiunto un nuovo comma:

“Il Senato della Repubblica può, con deliberazione adottata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, richiedere alla Camera dei deputati di procedere all’esame di un disegno di legge.  In tal caso, la Camera dei deputati procede all’esame e si pronuncia entro il termine di sei mesi dalla data della deliberazione del Senato della Repubblica.

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Modifica del terzo comma dell’art 71 (che per effetto dell’aggiunta del comma di cui sopra,è diventato il quarto comma) per cui:

“Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno centocinquantamila (150.000) elettori “

Con l’attuale legge costituzionale servono 50.000 firme affinchè i cittadini possano proporre al Parlamento, delle nuove leggi, per cui con la nuova riforma sarà più difficile proporre nuove leggi da parte dei cittadini che dovranno raccogliere il triplo delle firme rispetto a quanto previsto oggi.


Inoltre il nuovo art. 75 nell’ultimo comma dice che “la proposta di referendum” sarà approvata se avanzata da ottocentomila elettori oppure dalla maggioranza dei votanti alle ultime elezioni.

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L’attuale art. 75  invece dispone che:

<<E’ indetto referendum popolare per deliberare la abrogazione, totale o parziale, di una legge… quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare i trattati internazionali. …

La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. …>>

Per cui con questo art. 75 è necessario che ci sia una fetta di elettori più bassa (500.000 elettori) per poter chiedere al Parlamento, tramite referendum popolare, di abrogare una legge, mentre con il nuovo art. 75 la proposta di referendum dovrà essere avanzata da almeno 800.000 elettori dunque serviranno quasi il doppio dei cittadini per proporre un referendum.


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Modifica dell’art. 94: “Il Governo deve avere la fiducia della Camera dei deputati”.

Con l’art. 94 attualmente è previsto che il Governo debba avere la fiducia sia della Camera dei deputati che del Senato, per cui ad oggi se la maggioranza dei senatori si esprime con un voto contrario nella votazione di una legge importante proposta dal Governo, viene a mancare la fiducia e dunque il Governo cade ed il Presidente della Repubblica indice le consultazioni per la nomina di un nuovo Presidente del Consiglio.


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Art. 99 (sarà abrogato) :

L’attuale articolo 99 istituisce il CNEL ma se passa la riforma l’articolo 99 verrà abrogato e dunque il CNEL cesserà di esistere .

Il CNEL è: il Consiglio Nazionale dell’economia e del lavoro, è composto da esperti e rappresentanti delle categorie produttive, con il compito di fare consulenza alle camere ed al Governo per le materie che gli competono.


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Modifica art. 114:

“La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato”.

Come si vede sopra il nuovo art. 114 abolirà le Province dato che non le menziona nella composizione della Repubblica, invece nell’art. 114 attuale sono comprese.


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Modifica art. 117:

Allo Stato, oltre ai poteri già sanciti dall’attuale Costituzione, con la nuova modifica spetteranno in via esclusiva (cioè esercitabili solo dallo Stato):

Il coordinamento del sistema tributario, norme sul procedimento amministrativo e sulla disciplina del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche tese ad assicurarne l’uniformità sul territorio nazionale; disposizioni generali e comuni sull’ordinamento scolastico, istruzione universitaria e programmazione strategica della ricerca scientifica e tecnologica; tutela e sicurezza del lavoro, istruzione e formazione professionale; commercio con l’estero. Disposizioni generali e comuni sulle attività culturali e sul turismo; ordinamento delle professioni; produzione, trasporto e distribuzione dell’energia; infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione d’interesse nazionale (porti e aereoporti).


Spetteranno (invece) alle Regioni la potestà legislativa in materia di:

Rappresentanza delle minoranze linguistiche, di dotazione infrastrutturale, di programmazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali, di promozione dello sviluppo economico locale e organizzazione dei servizi alle imprese e della formazione professionale.


Spetteranno (altresì) alle istituzioni scolastiche:

La promozione del diritto allo studio inoltre a seconda della disciplina e nell’interesse della Regione di appartenenza, spetta anche alle scuole la promozione dei beni ambientali e culturali e la valorizzazione del turismo con relazioni anche di tipo economico con gli enti della Regione nel rispetto degli obiettivi prefissati; nonchè ogni materia non espressamente riservata alla competenza “esclusiva” dello Stato.


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Modifica art. 119:

Con legge dello Stato sono definiti indicatori di riferimento di costo e di fabbisogno che promuovono condizioni di efficienza nell’esercizio delle funzioni pubbliche dei Comuni, delle Città e delle Regioni.

In parole povere ci saranno delle valutazioni su costi e su ciò che serve in ogni Comune o Città e serviranno come riferimento per giudicare l’efficienza della gestione deòòa cosa pubblica.


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Modifica art. 122: 

I consiglieri della Giunta regionale non potranno guadagnare più di quanto guadagna il Sindaco della Regione di appartenenza (vedi sopra all’art 69).


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Disposizioni finali e transitorie:

Con la riforma le disposizioni transitorie poste alla fine della Costituzione, vengono inevitabilmente cambiate, specie in considerazione della nuova divisione dei poteri assegnati allo Stato a scapito delle Regioni, per cui non mi soffermerò molto perchè le nuove disposizioni finali nella sostanza non credo aggiungano granchè a quanto già esposto sopra, tuttavia con riguardo solo agli attuali senatori a vita già nominati, viene specificato che questi manterranno la loro carica ed i loro diritti, ma non potranno più essere nominati altri nuovi senatori a vita.


Ricordo che in base all’attuale art. 59 sono nominati senatori a vita, per legge, tutti quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, salvo rinunzia.
Con la riforma non si potranno più nominare nuovi senatori a vita ed il presidente della Repubblica potrà nominare 5 senatori ma resteranno in carica solo per sette anni.

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